lunedì 27 maggio 2013

sabato 9 febbraio 2013

FISH: appello ai candidati sulle politiche per la disabilità




(estratto da qui: http://www.fishonlus.it/2013/02/08/fish-appello-ai-candidati-sulle-politiche-per-la-disabilita/ )


La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, in previsione della elezione di un nuovo Parlamento e della nomina di un nuovo Esecutivo, ribadisce, in un suo ampio documento, gli interventi normativi e regolamentari che ritiene prioritari per le persone con disabilità, per il loro diritto di cittadinanza e per la loro stessa qualità della vita.
Partendo dalle politiche sociali, il documento ricorda come rafforzare il welfare favorisca la crescita intelligente, equa e sostenibile. È necessario realizzare un Sistema Sociale Nazionale che sappia programmare e assicurare servizi omogenei su tutto il territorio nazionale sulla base di livelli essenziali di assistenza, ma anche di buone prassi e innovazione sociale. E di risorse: i Fondi per il Sociale devono tornare almeno ai livelli del 2008. In questo contesto le politiche sulla disabilità devono essere coordinate e unitarie per evitare dispersione di risorse, sovrapposizione di interventi, disagio per i Cittadini, assenza di risposte ad istanze ben note, inesigibilità di diritti certi.
Tutto il sistema di valutazione ed accertamento della disabilità deve essere profondamente rivisto: attualmente è costoso, sovradimensionato, inefficace, altamente sanitarizzato. E genera uno spaventoso contenzioso e enormi disagi per i Cittadini.
Massimo è l’impegno che la FISH richiede sul fronte dell’autonomia personale, vita indipendente, “dopo di noi”, e deistituzionalizzazione. È necessario favorire la domiciliarità, il mantenimento di tutta l’autonomia possibile, lo sviluppo dell’autonomia personale, l’inclusione nella propria comunità di riferimento. Con servizi, risorse, impegno.
La FISH chiede anche un cambio di rotta nella sanità. L’accesso ai servizi per la salute delle persone con disabilità riserva ancora non pochi ostacoli. E ciò per molte cause: il contenimento della spesa sanitaria, la inadeguata flessibilità del Sistema Sanitario Nazionale di fronte alle specificità e alle gravità, lo scarso investimento culturale in termini di riabilitazione/abilitazione, la compressione del diritto di scelta del Cittadino. E tutto ciò è ancora più grave per le situazioni ad elevato carico assistenziale, le malattie rare o di particolari necessità farmacologiche, terapeutiche o diagnostiche, e della salute mentale.
Anche la qualità dell’inclusione scolastica, negli ultimi anni, ha subito un forte abbassamento di livello dovuto non solo ai consistenti tagli alla spesa per la scuola pubblica ma anche ad una disattenzione politica ad aspetti che solo apparentemente possono sembrare marginali. Ci si riferisce al sostegno e al supporto didattico delle persone con disabilità, ma anche agli effetti che alcune scelte o lacune hanno generato, quali la carente formazione e aggiornamento in materia di disabilità o l’attribuzione spesso esclusiva del sostegno a “pochi” insegnanti o l’affollamento delle classi.
Lavoro: in una situazione molto seria del mercato del lavoro, il tasso di inoccupazione delle persone con disabilità assume toni davvero drammatici: si stima che quasi l’80% di esse siano prive di un lavoro. La Legge 68/1999, basandosi sul principio del collocamento mirato e della valutazione delle capacità personali, ha fissato anche meccanismi di promozione e tutela e delineato responsabilità, servizi, strutture, politiche attive. Un quadro teorico tutt’altro che completato. Vanno riformati i processi di inclusione delle persone con disabilità nel mercato del lavoro ma vanno anche introdotti ammortizzatori per l’inoccupazione delle persone con disabilità.
Il tema della mobilità, nonostante una robusta attività normativa e regolamentare, rimane ancora critico nella qualità della vita delle persone, in particolare se con disabilità o anziane e quindi ne condiziona le opportunità, l’inclusione, l’accesso ai servizi. Edifici e città non accessibili e sistema dei trasporti non fruibile comportano effetti discriminatori che vanno sanati nell’interesse di tutti, ma in particolare come azione propedeutica all’esigibilità di altri diritti (alla salute, alla cultura, allo studio, al lavoro).
Ultima, ma non certo ultima, la necessità di rilanciare il sostegno alla famiglia. Il lavoro di cura svolto dalle famiglie italiane è spesso poco considerato nelle sue dimensioni, nelle sue cause, nei suoi effetti. Le famiglie, soprattutto le donne, sopperiscono alla carenza dei servizi, ma questo comporta la rinuncia all’occupazione o sovraccarichi non indifferenti (anche fisici e psicologici) e una mancata copertura previdenziale. Molti aspetti problematici sarebbero risolti grazie ad una rafforzata rete di servizi, una maggiore flessibilità lavorativa. Al contempo è necessario riconoscere anche giuridicamente il lavoro di cura di quei familiari che svolgono il ruolo nodale ed indispensabile per la qualità di vita di un familiare convivente con disabilità ad elevata intensità assistenziale.
La FISH richiede un impegno di legislatura, ma nel suo documento chiede anche una serie di interventi da realizzarsi nei primi 100 giorni di Governo, per le maggiori emergenze, quelle con più dirette ricadute sui Cittadini.

domenica 3 febbraio 2013

MIOPATIA CONGENITA "CENTRAL CORE" - PROGETTI TELETHON

Bonjour.
Ecco spiegato cosa mi affligge
(fonte: http://www.telethon.it/ricerca-progetti/malattie-trattate/miopatia-congenita-central-core)



Oltre ai progetti finanziati specificamente sulla "Miopatia congenita "central core"", Telethon ha investito 11.363.805 euro per finanziare un totale di 61 progetti e 68 ricercatori coinvolti in studi su tutte le malattie afferenti al gruppo "Miopatie" che hanno pubblicato 231 lavori su riviste scientifiche internazionali peer-reviewed.

Cos'è e come si manifesta la miopatia congenita “central core”? 

Le miopatie congenite sono malattie molto eterogenee sia dal punto di vista clinico che genetico che colpiscono il muscolo scheletrico. La miopatia congenita central core - una tra le forme più frequenti di miopatie congenite - è una patologia neuromuscolare ereditaria, caratterizzata dalla presenza nelle fibre muscolari scheletriche di aree o central cores (identificabili tramite analisi istologica di biopsie) caratterizzate da disorganizzazione delle strutture contrattili e assenza di mitocondri, gli organuli che producono energia. Dal punto di vista clinico, nella maggior parte dei casi l’evoluzione di questa miopatia è abbastanza benigna. La forma classica si presenta durante l’infanzia con ritardo nell’inizio della deambulazione a causa di debolezza muscolare (o ipotonia), prevalentemente a carico del cingolo pelvico e della porzione degli arti più vicina al tronco (debolezza prossimale). Occasionalmente possono anche essere interessati i muscoli mimici del volto e gli oculari. Sono comuni invece le complicazioni ortopediche ed è frequente anche la suscettibilità all’ipertermia maligna. Nella stessa famiglia possono essere presenti individui che manifestano forme diverse della patologia.

Come si trasmette la miopatia congenita “central core”? 

La miopatia congenita central core è causata da mutazioni nel gene che codifica per il recettore della rianodina del muscolo scheletrico (RYR1), localizzato sul cromosoma 19 (posizione 19q13.1). Questa proteina è fondamentale per il funzionamento muscolare in quanto costituisce il canale di rilascio del calcio del reticolo sarcoplasmico (RyR1 appunto). Ad oggi, sono state identificate numerose mutazioni sul gene del RYR1 responsabili per questa miopatia: alcune di esse causano la forma classica della malattia, mentre altre si manifestano solo con un aumento della creatinfosfochinasi nel sangue e con predisposizione all’ipertermia maligna. La modalità di trasmissione è prevalentemente autosomica dominante: un genitore con una mutazione ha il 50% di probabilità di trasmettere la malattia a ciascuno dei propri figli, indifferentemente dal loro sesso.

Come avviene la diagnosi della miopatia congenita “central core”? 

La diagnosi si basa sulle manifestazioni cliniche (ipotonia a carico del cingolo pelvico e della muscolatura prossimale degli arti) e sull’analisi istologica di biopsie muscolari per verificare la presenza di central cores nelle fibre. La diagnosi iniziale può essere confermata con risonanza magnetica muscolare, utilizzata per confermare la diagnosi nei casi con istopatologia equivoca in quanto capace di evidenziare il caratteristico coinvolgimento muscolare selettivo, e l’analisi genetica, utilizzata per verificare la possibile presenza di mutazioni sul gene RYR1.

Quali sono le possibilità di cura attualmente disponibili per la miopatia congenita “central core”? 

Nella maggior parte dei pazienti, la debolezza è stabile, oppure è solo lentamente progressiva, con prognosi positiva a lungo termine. La presa in carico è soprattutto di supporto e - considerato che in molti casi i pazienti affetti da miopatia congenita central core sono anche suscettibili all’ipertermia maligna - deve anticipare o evitare la reazione all’anestesia generale, potenzialmente letale. Quando l’anestesia generale è necessaria, bisogna evitare i farmaci curarici depolarizzanti come la succinilcolina e i gas anestetici alogenati derivati dall’alotano (alotano, isoflurano, sevoflurano, sesflurano, e enflurano).
orphanet
Consulta anche la scheda di Orphanet sulla miopatia congenita "central core"
Aggiornato il 28 marzo 2012







Speriamo che gli 8 ricercatori Telethon coinvolti nel progetto che riguarda la mia malattia, giungano  a una soluzione!
Au revoir

domenica 9 settembre 2012

Il Contrassegno Europeo di parcheggio, finalmente!






Bonjour...
quest'estate ero in Francia. Quando vedevo auto disabili col contrassegno europeo, pensavo "da noi, ancora niente!"
Mi sembra quasi incredibile, la notizia...





Dopo una lunga attesa, durata ben quattordici anni, anche l’Italia ha finalmente recepito la Raccomandazione Europea per l’adozione del Contrassegno Europeo di parcheggio per disabili, l’ormai celebre CUDE.
Era infatti il 4 giugno 1998, quando veniva prodotta la Raccomandazione del Consiglio Europeo 98/376/CE per l’adozione di un contrassegno che fosse valido in tutti i Paesi membri dell’Unione, evitando così i rischi di non vedersi riconoscere all’estero la validità del simbolo rilasciato dal proprio Comune di appartenenza, o dal proprio Paese.
Ci sono voluti anni di battaglie dentro e fuori il Parlamento (e fior di multe piovute sui Cittadini italiani con disabilità che si recavano all’estero) ma alla fine si è giunti alla conclusione dovuta: il Consiglio dei Ministri ha dato via libera a fine luglio al Decreto che permette anche all’Italia di uniformarsi alla normativa del Consiglio Europeo.
E dopo un altro mese di attesa (poca cosa in confronto ai quattordici anni che l’hanno preceduto!), il 31 agosto, è arrivata la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 203, del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR), 30 luglio 2012, n. 151, Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, concernente il regolamento di esecuzione e attuazione del Nuovo codice della strada, in materia di strutture, contrassegno e segnaletica per facilitare la mobilità delle persone invalide.
Il decreto entrerà in vigore il 15 settembre. Ma cosa dovrà succedere a partire da quella data? Che tutti i Comuni del nostro Paese (pur avendo ancora un tempo massimo di tre anni per sostituire i contrassegni rilasciati secondo il vecchio modello, il celebre “tagliando arancione”) d’ora in poi dovranno rilasciare i nuovi permessi secondo il modello europeo (il già descritto “tagliando azzurro” CUDE).
Non solo: gli stessi titolari dei permessi in corso di validità avranno diritto a chiederne subito la sostituzione, nel caso intendano recarsi in un Paese dell’Unione Europea.


Finalmente! Dopo soli 14 anni d'attesa, ci siamo anche noi!
Au revoir...



(FONTE: "CENTRO CLINICO NEMO" - link http://www.centrocliniconemo.it//news.php?id=990&tipo=1)

mercoledì 27 giugno 2012

MILANO "TEATRO ELFO " - MILAN BURLESQUE AWARDS NON ACCESSIBILE AI DISABILI


Bonjour.
Era molto che non postavo su questo blog. Non perchè io mi sia rinchiusain casa, sia diventata improvvisamente abile o chenneso.
E' solo che, anche per me, il tempo è tiranno: mi arrabbio, ma poi sono stanca, vado a letto, i giorni passano e mi dimentico le "denunce" che voglio fare.

L'ultima (per la quale ho avuto la risposta SOLO OGGI, dallo spettabile Comune di Milano, ufficio reclami   http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/servizi+on-line/servizi+on-line/servizi+on+line+home+page/   sportello interattivo, dopo che avevo posto 2 volte la domanda, ad un altro UFFICIO DI MILANO - in data 1 aprile 2012, il fattaccio era accaduto il 30 marzo - e in data 28 aprile)

Posto le mail, per vs conoscenza.

1 APRILE 2012
Buongiorno.
Sono una ragazza di 31 anni, affetta da miopatia congenita centronucleare. La mia è una malattia degenerativa (10 anni fa non avevo tutte le limitazioni che ho oggi! Ero molto più indipendente), non utilizzo una carrozzina o un bastone per camminare, ma ho la necessità di "attaccarmi" al braccio di qualcuno per evitare di cadere in seguito a inaspettati cedimenti di ginocchia o caviglie.
Non frequento spesso Milano. Non posso più prendere i mezzi pubblici ed è molto difficoltoso trovare un parcheggio.
Ieri ero nella vs meravigliosa città perchè dovevo assistere a uno spettacolo al Teatro Elfo (il "Milan Burlesque Award 2012").
Ero con mia madre e due mie sorelle, che si sono preoccupate di parcheggiare (nelle immediate vicinanze NON CI SONO PARCHEGGI PER DISABILI) e di accompagnarmi all'interno del Teatro (non ho visto ingressi SENZA GRADINI, io, nella situazione attuale, fatico anche a fare UN MALEDETTISSIMO GRADINO/MARCIAPIEDE).
Spero che la medicina faccia progressi e che, magari, prima che io compia 40 anni, possa recuperare le mie funzioni motorie e riacquisti la cecità (nei confronti delle "barriere architettoniche") che avevo prima dei 17 anni.
Ma se così non fosse? Se la mia malattia dovesse degenerare? Se un domani dovessi essere obbligata ad andare in giro con una carrozzina? E non avessi nessuno che mi possa accompagnare? cosa potrei fare?
Vi chiedo: vi sembra GIUSTO/LOGICO che una persona con una situazione fisica simile alla mia (sia che abbia 20 anni sia che ne abbia 60, o quasi 32) si trovi ANCORA NEL 2012 di fronte a problematiche del genere? E' giusto, secondo voi, non poter essere indipendenti?
Attendo fiduciosa un vs riscontro,
grazie
Ilaria

(+rimandata il 28 APRILE 2012+ rimandata allo sportello reclami il 31 MAGGIO 2012)

risposta loro, di oggi

Gentile Sig.ra, Gentile Sig.re ilaria pamio
in riferimento al reclamo inviato in data 31/05/2012 17.35.15 dal codice
DSEV-8UTLAL
le inoltriamo la risposta del settore DC MOBILITA' TRASPORTI AMBIENTE.
Ringraziandola ancora per la collaborazione che ha offerto al Comune di
Milano,
la salutiamo cordialmente.
Segue la risposta:

Gentile Signora Pamio,
in merito alle Sue osservazioni  si informa che si è preso atto della
segnalazione e che sono in corso le verifiche e approfondimenti necessari
per giungere ad una piena fruibilità della sosta per disabili entro
verosimilmente un anno considerando i diversi uffici coinvolti in tale
azione.
Distinti Saluti
Direzione Centrale Mobilità, Trasporti ed Ambiente

io, mi chiedo, da qui a un anno, come debba comportarsi un disabile!
Comunque questa ipotetica data me la segno sull'agenda. Tra un anno tornerò alla carica.
Aurevoir...

lunedì 17 ottobre 2011

IL GIORNO IN CUI DIVENNI CLEOPATRA


Il giorno in cui divenni Cleopatra ero sdraiata sul lettino blu di una spiaggia che tre anni prima era pubblica. Al sole, o all’ombra, esattamente non lo ricordo.
E accadde che Guillame si sollevò lesto dalla sabbia, si tolse il sudore dalla fronte col palmo di una mano e seguì l’ordine invocatogli doucement da Chantal:
- Riesci a spostarla senza farla alzare? Basta che si appoggi bene al lettino, secondo me.
- Ma no dai! Mi dai una mano e mi alzo. Non trascinarmi – dissi io.
- Violette, sh! Stai tranquilla, ci pensiamo noi.
- Ha ragione tua sorella! Se ti sdrai bene, appoggi la testa, ti tieni con le braccia al lettino, ti sposto io. Non sforzi le ginocchia che già ti fan male.
- Mi arrendo.
E fu così che lui mi trascinò per cinque metri sulla sabbia. Come se fosse uno di quegli uomini coi lacci sui polpacci che sollevavano e portavano in giro su un lettino Cleopatra. Come se io fossi fatta di carta. E Diari di Sylvia Plath, la crema e il cappellone di paglia sgualcito che erano stati trasportati con me, pesassero più del mio corpo.
Debole.
Indolenzito.
Perché cercavo, se potevo, di fare due bagni al giorno.
In quel mare così limpido e caldo, che sembrava un cielo d’estate. Che nel cielo si vola. E nell’acqua, molte persone, anche. Sembra d’essere così evanescenti, veloci, senza grovigli di legno nella testa. Con l’acqua che ti scivola addosso e ti solleva. E le gambe che ti sembrano ali, anche se pesi quarantotto chili.
Chantal? Chantal avreste dovuto vederla. Quando entrava in acqua, con quelle sue gambe così tornite e con quel costume chiaro, sembrava una Ursula Andress dei giorni nostri.
E quando finivo di nuotare, mi sorreggeva da sotto le ascelle. Io spingevo all’insù i glutei, stendevo le gambe ad accarezzare l’acqua, e iniziavo ad aprirle e chiuderle, come lame di un paio di forbici. Per cinque serie da dieci. Finché ero sfinita.
E Guillame e Chantal mi sorreggevano tra le onde calme di Alimini.
E Guillame che mi solleva e mi prende in spalla quando l’acqua mi arriva alle ginocchia.
E gli occhi dei bagnanti.
E Guillame che fa lo slalom tra gli ombrelloni, gli asciugamani, i sederi delle persone.
E altri occhi dei bagnanti.
E Guillame che mi lascia accanto al lettino.
E gli occhi incollati sul mio corpo.
Al sole.
Che ritornano alle loro facce, alle loro mani, ai loro piedi insabbiati.
E, dopo il sole, la spiaggia, di nuovo a casa con quei cinque gradini. Due all’esterno. Tre, a tradimento, all’interno. Nascosti dietro la porta.
E Chantal, il primo giorno in cui arrivammo a Vignacastrisi, li aveva guardati inorridita:
- Guillame, ma non dovevano essere solo due?
- Mi spiace. Non so cosa dirvi… mi aveva detto due.
Si era lasciata cadere la borsa dalla spalla e l’aveva abbandonata in un angolo, mentre le lacrime le cosparsero il viso.
Corse in bagno (Porca troia! Non è giusto!)
[Non è giusto.
Non è giusto che Violette abbia difficoltà anche in vacanza. Che tu chieda quanti gradini ci sono. E la gente non capisca che fanno differenza due o cinque gradini. Ce ne sono ben tre, nel mezzo!
Ma se non hai una miopatia congenita centro nucleare, o qualcosa di simile, probabilmente non ci fai caso.
I bambini di quattro anni sanno contare con le dita sporche di nutella fino a cinque.
Forse loro. Sì.
Forse loro ci fanno caso.]
Ma erano pensieri di Chantal.
E basta.
Perché io, ormai, a trentun’anni ho imparato a ingoiare quelle cose.
Che se ne assapori il gusto amaro, poi ci stai troppo male. E.
Quasi niente
Cambia.
E arrivati in quella casa, dopo essere stata presa sulle spalle da Guillame per quei gradini, dopo essermi lavata, cambiata, c’erano i profumi dei piatti di pesce di Chantal.
O c’erano le sagre. Che nel Salento, ogni sera ce n’è una diversa. Anche se, per una come me, fare la vita da spiaggia e poi uscire la sera, non sempre è così tanto un divertissement.
Che,
a volte, tutto, comprese le più piccole cose come il trascinare i piedi a casa, l’incollarsi i cerotti antidolorifici sulle ginocchia, vestirsi, truccarsi, farsi riprendere in spalla per farti quei cinque – uno, due, tre, quattro, cinque – maledetti gradini.
Ed ero stata a diverse sagre. In cui la gente si catapultava come cellule di un cuore pulsante. Un cuore tondo all’odore di fritto e al sapore di municedde, cranu stumpatu o di frisella.
La volta della sagra della cucina salentina, Chantal e io finimmo al tavolo con una sciura beneducata di Milano.
Una di quelle signore eleganti. Coi capelli bianchi di riso, la faccia incisa dalle rughe e due piedi buoni in delle decolletè rosse.
Eravamo sedute all’amazzone sulla panca di fronte a lei. Con le nostre gonne corte e le nostre gambe semiabbronzate.
Guillame stava facendo la fila alla cassa. E il marito della signora coi capelli di riso, anche.
E quella signora beneducata si mise a dire all’amica seduta accanto, più vecchia di lei, (lo si capiva da come le tremava la bocca) che lo smalto scuro, sulle mani, le dava l’idea di sporco, di trascuratezza. Una brava donna fa le pulizie di casa, ha sempre le mani in ammollo, non può avere le unghie colorate.
- E poi quelle unghie così scure, in cui non si vede la lunetta, mi danno un’idea di persona malata.
E Chantal quella sera aveva le unghie verde petrolio. E le mie erano blu notte.
E le nostre bocche erano a cinquanta centimetri da quelle delle due signore.
Quando Guillame tornò da noi coi vari bigliettini per le cibarie, lui e Chantal fecero le code nei vari stands, mentre io restai seduta tranquilla con le mie ginocchia in briciole.
Dopo appena dieci minuti tornarono e in altrettanto tempo mangiammo. Col brusio in sottofondo della signora beneducata e del marito che, con le loro schiene dure appoggiate alle mattonelle di roccia dietro la panca, criticavano le sei euro eccessive per un piatto di pasta al pomodoro.
Bevemmo il liquore alla liquirizia, la grappa, il limoncello e, quando ci alzammo e salutammo (per lasciare il posto a una famiglia di tre persone) la signora coi capelli di riso, si accorse che una delle due ragazze con le unghie dipinte di scuro, si appoggiava al braccio del ragazzo e dell’altra ragazza per camminare nella piazza. Per non storcersi le caviglie su quelle mattonelle.
E restò lì. Per un attimo ammutolita al tavolo.
Pensate se solo avesse saputo, che un giorno ero anche stata Cleopatra.

venerdì 9 settembre 2011

No al taglio dell’assistenza! Fermiamoli con una firma!


Questa manovra parcheggia i disabili, per sempre.
Mauro Biani per la campagna No al taglio dell’assistenza! Fermiamoli con una firma!
Nella caotica ed incerta situazione che avvolge la discussione sulla Manovra bis, una sola decisione sembra intoccabile: la riforma fiscale e assistenziale che consenta di drenare 40 miliardi in tre anni dalle tasche delle famiglie e dai servizi alle persone.
La riforma dell’assistenza che è necessaria nel nostro Paese non è certo quella che il Governo propone. Servizi migliori, più efficienti e vicini ai diritti e ai bisogni delle persone, moderni e volti all’inclusione anziché alla segregazione, sono lontanissimi dalla volontà di chi intende comprimere ancora l’assistenza sociale, piegandola alle esigenze di cassa, sacrificandola per evitare di assumere decisioni che possano disturbare altre e più forti categorie di cittadini.
Le Federazioni delle associazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH), rifiutano recisamente questa ipotesi che prelude al confinamento e all’esclusione di disabili, bambini in difficoltà, non autosufficienti.
Le Federazioni, coscienti del momento politico, avanzano una sola richiesta: sganciare la riforma assistenziale da ogni automatico vincolo pregiudiziale di cassa fissato dalla Manovra di luglio (Legge 111) e drammaticamente confermata da quella in discussione. Non si faccia cassa sui servizi alle persone!
Le Federazioni chiamano a raccolta non solo tutti gli aderenti, ma anche, al di là delle sigle e degli schieramenti, ogni persona con coscienza civile che abbia a cuore il futuro del nostro Paese e la sua coesione sociale. Chiedono a tutti di supportare e rafforzare la loro azione politica, e le altre proteste simili diffuse in tutta Italia, facendo sentire la voce di ognuno.
Abbiamo predisposto un semplice modulo che consente ad ognuno di aderire all’iniziativa, inviando automaticamente la conseguente protesta alla Presidenza del Consiglio, ai Ministri dell’economia e del Lavoro e ai diversi responsabili delle Commissioni parlamentari coinvolti nella discussione.
Non ci sarà mai crescita in un Paese insensibile a chi è rimasto o può rimanere indietro, in un Paese disattento a chi subisce discriminazioni e gode meno opportunità!

FIRMA ANCHE TU!


1 settembre 2011

FAND (Federazione fra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità)  
FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap)

Finora sono state inviate 19745 email.
Condividi