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mercoledì 27 giugno 2012

MILANO "TEATRO ELFO " - MILAN BURLESQUE AWARDS NON ACCESSIBILE AI DISABILI


Bonjour.
Era molto che non postavo su questo blog. Non perchè io mi sia rinchiusain casa, sia diventata improvvisamente abile o chenneso.
E' solo che, anche per me, il tempo è tiranno: mi arrabbio, ma poi sono stanca, vado a letto, i giorni passano e mi dimentico le "denunce" che voglio fare.

L'ultima (per la quale ho avuto la risposta SOLO OGGI, dallo spettabile Comune di Milano, ufficio reclami   http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/servizi+on-line/servizi+on-line/servizi+on+line+home+page/   sportello interattivo, dopo che avevo posto 2 volte la domanda, ad un altro UFFICIO DI MILANO - in data 1 aprile 2012, il fattaccio era accaduto il 30 marzo - e in data 28 aprile)

Posto le mail, per vs conoscenza.

1 APRILE 2012
Buongiorno.
Sono una ragazza di 31 anni, affetta da miopatia congenita centronucleare. La mia è una malattia degenerativa (10 anni fa non avevo tutte le limitazioni che ho oggi! Ero molto più indipendente), non utilizzo una carrozzina o un bastone per camminare, ma ho la necessità di "attaccarmi" al braccio di qualcuno per evitare di cadere in seguito a inaspettati cedimenti di ginocchia o caviglie.
Non frequento spesso Milano. Non posso più prendere i mezzi pubblici ed è molto difficoltoso trovare un parcheggio.
Ieri ero nella vs meravigliosa città perchè dovevo assistere a uno spettacolo al Teatro Elfo (il "Milan Burlesque Award 2012").
Ero con mia madre e due mie sorelle, che si sono preoccupate di parcheggiare (nelle immediate vicinanze NON CI SONO PARCHEGGI PER DISABILI) e di accompagnarmi all'interno del Teatro (non ho visto ingressi SENZA GRADINI, io, nella situazione attuale, fatico anche a fare UN MALEDETTISSIMO GRADINO/MARCIAPIEDE).
Spero che la medicina faccia progressi e che, magari, prima che io compia 40 anni, possa recuperare le mie funzioni motorie e riacquisti la cecità (nei confronti delle "barriere architettoniche") che avevo prima dei 17 anni.
Ma se così non fosse? Se la mia malattia dovesse degenerare? Se un domani dovessi essere obbligata ad andare in giro con una carrozzina? E non avessi nessuno che mi possa accompagnare? cosa potrei fare?
Vi chiedo: vi sembra GIUSTO/LOGICO che una persona con una situazione fisica simile alla mia (sia che abbia 20 anni sia che ne abbia 60, o quasi 32) si trovi ANCORA NEL 2012 di fronte a problematiche del genere? E' giusto, secondo voi, non poter essere indipendenti?
Attendo fiduciosa un vs riscontro,
grazie
Ilaria

(+rimandata il 28 APRILE 2012+ rimandata allo sportello reclami il 31 MAGGIO 2012)

risposta loro, di oggi

Gentile Sig.ra, Gentile Sig.re ilaria pamio
in riferimento al reclamo inviato in data 31/05/2012 17.35.15 dal codice
DSEV-8UTLAL
le inoltriamo la risposta del settore DC MOBILITA' TRASPORTI AMBIENTE.
Ringraziandola ancora per la collaborazione che ha offerto al Comune di
Milano,
la salutiamo cordialmente.
Segue la risposta:

Gentile Signora Pamio,
in merito alle Sue osservazioni  si informa che si è preso atto della
segnalazione e che sono in corso le verifiche e approfondimenti necessari
per giungere ad una piena fruibilità della sosta per disabili entro
verosimilmente un anno considerando i diversi uffici coinvolti in tale
azione.
Distinti Saluti
Direzione Centrale Mobilità, Trasporti ed Ambiente

io, mi chiedo, da qui a un anno, come debba comportarsi un disabile!
Comunque questa ipotetica data me la segno sull'agenda. Tra un anno tornerò alla carica.
Aurevoir...

lunedì 17 ottobre 2011

IL GIORNO IN CUI DIVENNI CLEOPATRA


Il giorno in cui divenni Cleopatra ero sdraiata sul lettino blu di una spiaggia che tre anni prima era pubblica. Al sole, o all’ombra, esattamente non lo ricordo.
E accadde che Guillame si sollevò lesto dalla sabbia, si tolse il sudore dalla fronte col palmo di una mano e seguì l’ordine invocatogli doucement da Chantal:
- Riesci a spostarla senza farla alzare? Basta che si appoggi bene al lettino, secondo me.
- Ma no dai! Mi dai una mano e mi alzo. Non trascinarmi – dissi io.
- Violette, sh! Stai tranquilla, ci pensiamo noi.
- Ha ragione tua sorella! Se ti sdrai bene, appoggi la testa, ti tieni con le braccia al lettino, ti sposto io. Non sforzi le ginocchia che già ti fan male.
- Mi arrendo.
E fu così che lui mi trascinò per cinque metri sulla sabbia. Come se fosse uno di quegli uomini coi lacci sui polpacci che sollevavano e portavano in giro su un lettino Cleopatra. Come se io fossi fatta di carta. E Diari di Sylvia Plath, la crema e il cappellone di paglia sgualcito che erano stati trasportati con me, pesassero più del mio corpo.
Debole.
Indolenzito.
Perché cercavo, se potevo, di fare due bagni al giorno.
In quel mare così limpido e caldo, che sembrava un cielo d’estate. Che nel cielo si vola. E nell’acqua, molte persone, anche. Sembra d’essere così evanescenti, veloci, senza grovigli di legno nella testa. Con l’acqua che ti scivola addosso e ti solleva. E le gambe che ti sembrano ali, anche se pesi quarantotto chili.
Chantal? Chantal avreste dovuto vederla. Quando entrava in acqua, con quelle sue gambe così tornite e con quel costume chiaro, sembrava una Ursula Andress dei giorni nostri.
E quando finivo di nuotare, mi sorreggeva da sotto le ascelle. Io spingevo all’insù i glutei, stendevo le gambe ad accarezzare l’acqua, e iniziavo ad aprirle e chiuderle, come lame di un paio di forbici. Per cinque serie da dieci. Finché ero sfinita.
E Guillame e Chantal mi sorreggevano tra le onde calme di Alimini.
E Guillame che mi solleva e mi prende in spalla quando l’acqua mi arriva alle ginocchia.
E gli occhi dei bagnanti.
E Guillame che fa lo slalom tra gli ombrelloni, gli asciugamani, i sederi delle persone.
E altri occhi dei bagnanti.
E Guillame che mi lascia accanto al lettino.
E gli occhi incollati sul mio corpo.
Al sole.
Che ritornano alle loro facce, alle loro mani, ai loro piedi insabbiati.
E, dopo il sole, la spiaggia, di nuovo a casa con quei cinque gradini. Due all’esterno. Tre, a tradimento, all’interno. Nascosti dietro la porta.
E Chantal, il primo giorno in cui arrivammo a Vignacastrisi, li aveva guardati inorridita:
- Guillame, ma non dovevano essere solo due?
- Mi spiace. Non so cosa dirvi… mi aveva detto due.
Si era lasciata cadere la borsa dalla spalla e l’aveva abbandonata in un angolo, mentre le lacrime le cosparsero il viso.
Corse in bagno (Porca troia! Non è giusto!)
[Non è giusto.
Non è giusto che Violette abbia difficoltà anche in vacanza. Che tu chieda quanti gradini ci sono. E la gente non capisca che fanno differenza due o cinque gradini. Ce ne sono ben tre, nel mezzo!
Ma se non hai una miopatia congenita centro nucleare, o qualcosa di simile, probabilmente non ci fai caso.
I bambini di quattro anni sanno contare con le dita sporche di nutella fino a cinque.
Forse loro. Sì.
Forse loro ci fanno caso.]
Ma erano pensieri di Chantal.
E basta.
Perché io, ormai, a trentun’anni ho imparato a ingoiare quelle cose.
Che se ne assapori il gusto amaro, poi ci stai troppo male. E.
Quasi niente
Cambia.
E arrivati in quella casa, dopo essere stata presa sulle spalle da Guillame per quei gradini, dopo essermi lavata, cambiata, c’erano i profumi dei piatti di pesce di Chantal.
O c’erano le sagre. Che nel Salento, ogni sera ce n’è una diversa. Anche se, per una come me, fare la vita da spiaggia e poi uscire la sera, non sempre è così tanto un divertissement.
Che,
a volte, tutto, comprese le più piccole cose come il trascinare i piedi a casa, l’incollarsi i cerotti antidolorifici sulle ginocchia, vestirsi, truccarsi, farsi riprendere in spalla per farti quei cinque – uno, due, tre, quattro, cinque – maledetti gradini.
Ed ero stata a diverse sagre. In cui la gente si catapultava come cellule di un cuore pulsante. Un cuore tondo all’odore di fritto e al sapore di municedde, cranu stumpatu o di frisella.
La volta della sagra della cucina salentina, Chantal e io finimmo al tavolo con una sciura beneducata di Milano.
Una di quelle signore eleganti. Coi capelli bianchi di riso, la faccia incisa dalle rughe e due piedi buoni in delle decolletè rosse.
Eravamo sedute all’amazzone sulla panca di fronte a lei. Con le nostre gonne corte e le nostre gambe semiabbronzate.
Guillame stava facendo la fila alla cassa. E il marito della signora coi capelli di riso, anche.
E quella signora beneducata si mise a dire all’amica seduta accanto, più vecchia di lei, (lo si capiva da come le tremava la bocca) che lo smalto scuro, sulle mani, le dava l’idea di sporco, di trascuratezza. Una brava donna fa le pulizie di casa, ha sempre le mani in ammollo, non può avere le unghie colorate.
- E poi quelle unghie così scure, in cui non si vede la lunetta, mi danno un’idea di persona malata.
E Chantal quella sera aveva le unghie verde petrolio. E le mie erano blu notte.
E le nostre bocche erano a cinquanta centimetri da quelle delle due signore.
Quando Guillame tornò da noi coi vari bigliettini per le cibarie, lui e Chantal fecero le code nei vari stands, mentre io restai seduta tranquilla con le mie ginocchia in briciole.
Dopo appena dieci minuti tornarono e in altrettanto tempo mangiammo. Col brusio in sottofondo della signora beneducata e del marito che, con le loro schiene dure appoggiate alle mattonelle di roccia dietro la panca, criticavano le sei euro eccessive per un piatto di pasta al pomodoro.
Bevemmo il liquore alla liquirizia, la grappa, il limoncello e, quando ci alzammo e salutammo (per lasciare il posto a una famiglia di tre persone) la signora coi capelli di riso, si accorse che una delle due ragazze con le unghie dipinte di scuro, si appoggiava al braccio del ragazzo e dell’altra ragazza per camminare nella piazza. Per non storcersi le caviglie su quelle mattonelle.
E restò lì. Per un attimo ammutolita al tavolo.
Pensate se solo avesse saputo, che un giorno ero anche stata Cleopatra.

sabato 23 ottobre 2010

NOI SIAMO A NORMA

Bonjour...
è passato molto tempo da quando ho scritto l'ultimo post. Nel frattempo ho trovato un nuovo lavoro (CHE MI PIACE! MI FA STAR BENE), ma prima di questo ho fatto taaaaaaaaaaaaaanti colloqui. Molti dei quali assurdi, nei quali (in quanto disabile) venivo trattata come una cittadina di serie B.
Da uno di questi colloqui, è nata questa vignetta. Spero faccia sorridere... chi, come me, ha dovuto sopportare ingiustizie, ma che ORA ce l'ha fatta.

Aurevoir...

lunedì 3 maggio 2010

1 MAGGIO TRA LAVORO E DISABILITA'

Bonjour.
Sono lettrice e sostenitrice del sito www.disabili.com
Dopo aver letto questo articolo
http://www.disabili.com/lavoro/21103-1-maggio-come-coniugare-lavoro-e-disabilita
ho sentito l'esigenza di portare la mia esperienza personale, che trascrivo di seguito.

Inaccessibilità.
Nel mio caso caratterizzata da barriere architettoniche (scalette all'ingresso, scale interne per accedere ad uffici ad un primo piano, parcheggio dell'auto distante più che pochissimi metri, parcheggi auto a pochissimi metri a disposizione di manager e non di disabili).
Inaccessibilità anche a lavori che comportino l'utilizzo di un cervello. Perchè, magari, hai un cervello che funziona meglio di quelli dei tuoi colleghi (io mi son sentita dire "sei più intelligente di ogni persona che lavora qui dentro sai? Te, cosa si deve fare, lo vedi prima degli altri...) ma dato che hanno il dovere di assumere un disabile, perchè in un colloquio di 30 minuti, ti ripetono per 20 volte la parola obbligo e la parola disabile, ti relegano a mansioni frustranti, mansioni che non badano alla tua esperienza pregressa di (quasi) 9 anni. Mansioni che non guardano al tuo profilo scolastico, ai tuoi anni di studi sperimentali, agli anni di corsi post diploma, ai corsi di lingue con professoressa madrelingua.
Ne ho fatti davvero tanti. Di colloqui. In, circa, tre mesi.
Ho mandato il mio cv anche per posizioni di segretaria/receptionist/impiegata (che poi ho scoperto si trattava di telemarketing o call center, che, chi ti fa il colloquio, ti dice non puoi fare per più di 3 ore al gg-con 1 ora di permesso della 104. Ma quanti disabili possono permettersi di mantenersi con un part time? A una persona "normale" proponi un lavoro di ragioniera full time e, a me, dici "la parte amministrativa/contabile è già coperta... abbiam bisogno di questa figura... ma è un lavoro stressante... lo si può fare solo per 3/4 ore" e AGGIUNGI "ci obblgano ad assumere un disabile. Non assumerlo full time"). Ho mandato cv pensando... devo pur riprendere a lavorare... non posso vivere per sempre del mio ex TFR.
E ora? tra i tanti colloqui me n'erano capitati 2 (MA SOLO 2!) che mi hanno scelta perchè SONO ILARIA, PER LE MIE CAPACITA', PER LA MIA SERIETA', PER QUELLO CHE GLI HO TRASMESSO. e non perchè sono una 30enne disabile e dovevano riempire un tassellino.
Tra 15 gg inizio: sono la nuova impiegata degli "EMIRATES"- la compagnia aerea che ha sede a Dubai. Mi hanno dato la notizia Giovedì, il giorno del mio 30esimo compleanno...

Dico a tutti: non mollate! Dovete CONTINUARE, CONTINUARE, CONTINUARE a mandare i vostri curriculum in giro! Dovete far valere le vostre necessità. Dire io so fare questo/questo/questo. E poi dire i problemi che avete a causa della vostra patologia.
Non dovete mollare (anche se vi vien da piangere! anche se ogni tanto... crollate! anche se pensate "che lavori del cazzo che mi propongono!"). Un disabile NON E' e NON DEV'ESSERE considerato inferiore ad uno non disabile.

Stringete i denti! Studiate (se potete...) Cercate di miglioravi in quello che potete, di farvi vedere positivi.
Non permettete MAI a nessuno di dirvi "POVEEEEEEEERIIIINO". A fatica, ma un lavoro lo troverete!

Aurevoir...

lunedì 12 aprile 2010

nel 2010 abbiamo ANCORA LE BARRIERE ARCHITETTONICHE!

Bonjour.
è da un sacco di tempo che non scrivo su questo blog. Perchè mi stavo occupando del mio romanzo (che è ancora in fase di RIlettura) e da quattro mesi, sto cercando un nuovo lavoro.
Mi sono licenziata a dicembre da un lavoro a tempo indeterminato, 14 mensilità, con un buon stipendio, ma un lavoro che non mi rendeva per nulla soddisfatta di me stessa.

Ad Aprile ero stata assunta presso questa azienda (ho fatto il colloquio dopo 3 gg che ero iscritta nella graduatoria delle categorie protette - il lavoro precedente, che ho svolto per 7 anni e mezzo l'avevo trovato come lavoratrice "normale", quando, per orgoglio, non mi ero ancora fatta riconoscere invalida) con la richiesta di collaboratrice ad un'altra collega, come "IMPIEGATA addetta alla CONTABILITA' FORNITORI".
Nello fattispecie, non mi sono MAI occupata di contabilità fornitori, se non qualche registrazione fatture dopo 5 mesi e mezzo che ero assunta. Per il resto riempivo le mie 6 ore con mansioni di segretariato (fax alle colleghe, archivio di documenti risalenti a tre anni prima -compreso il documento che li sollecitava all'assunzione del disabile- , ricezione telefonate, spunta dei ddt, smistamento posta in entrata ed in uscita, imbustamento e affrancatura fatture fatte da altri colleghi).
La mia sensazione è stata quella di essere assunta per adempiere ad un obbligo di legge. Di fatto, nessuno dei colleghi era propenso a mostrarmi il lavoro, che mi è stato "insegnato" dalla stagista 20enne che ha terminato il suo contratto temporaneo con il mio ingresso in azienda.
Il mio essere sottoimpiegata, relegata a mansioni "basse" mi faceva rincasare con un senso di nullità dentro di me.
E quando, dopo 5 mesi e mezzo!, mi sono state aggiunte mansioni "più importanti" in aggiunta a quelle secondarie che già riempivano le 6 ore-la collega di prima le faceva in 8 ore- nella fretta del mio voler eseguire tutto quanto mi veniva delegato, ho commesso errori che mai in vita mia avevo fatto.

A Gennaio ho letto il libro "oltre il collocamento obbligatorio" (a cura di Bombelli e Finzi) e ritrovare frasi come:

(p.42) "non si tratta solo di dotarsi di strumenti tecnologici (nel mio caso ascensore, fotocopiatrice accanto alla mia postazione) che suppliscano ad eventuali disabilità,... ma di ripensare al ruolo..."

"tutto questo aiuta poi una persona a lavorare meglio ad a produrre di qualità"

"nel momento in cui pensi la gente non ti aiuta... puoi anche lavorare tanto ma lavori peggio"

(p.110) "essere consci delle proprie difficoltà significa imparare a chiedere ai colleghi sostegno per svolgere al meglio il lavoro assegnato" (chiedere di posizionare i raccoglitori in uno scaffale più basso/sentirsi dire "siamo qua in tanti, uno di noi ti aiuta"/ in un ufficio in cui nessuno alza mai la testa dalla scrivania / e non sentirsi autonoma in niente) "avviare un'azione di scambio anzichè di cura"

(p.115) "un inserimento funziona quanto la persona con disabilità è serena ed è produttiva"

mi ha fatto ricredere in me stessa. Ritrovandomi in queste frasi mi son detta "ok. non ti sei rimbambita all'improvviso"

Ho mandato una mail alla professoressa Maria Cristina Bombelli, e le ho chiesto se:
io, Ilaria, invalida civile al 75%, che ho problemi di deambulazione, problemi nel sollevare grandi plichi, ma dotata di un cervello perfettamente funzionante (nella mia precedente esperienza, ho insegnato il mio lavoro a una ragazza di 39 anni, a una di 34 e ho affiancato 3 stagiste)

Potevo:


1) iscrivermi nella graduatoria del CMD di varese e sperare che mi venga offerto un lavoro (anche diverso, non per forza contabilità) migliore della mia precedente occupazione?

2) oppure, in quanto disabile, devevo rassegnarmi ad accettare questi ruoli marginali?

3) pur avendo già fatto, l'anno scorso, i 3 step del SARI (servizio analisi risorse individuali), potrebbe essermi utile chiedere di fare un nuovo colloquio con qualcuno che possa aiutarmi a rivedere le mie mansioni?

4) o magari esiste qualche altra associazione a cui io possa rivolgermi? (Eventualmente sarei anche disposta a fare uno stage conoscitivo)

Lei, gentilissima, mi ha risposto immediatamente.
Ho fatto un ulteriore colloquio alle categorie protette di Varese. Il responsabile mi aveva avvisata che nella mia situazione era difficilissimo trovare lavoro, per via del mio problema muscolare.

Oggi l'ennesimo colloquio: e di questo, lo scrivo!

Un'azienda, sita vicinissimo a casa mia, ha messo su internet l'annuncio per "impiegata appartenente alle categorie protette"
io, al solito, ho fatto un sopraluogo (domenica) per accertarmi ci fosse parcheggio nelle vicinanze, non ci fossero gradini all'esterno.
Bene: tutto accessibilissimo.
Stamattina entro. Nessun gradino all'ingresso (se non un zappellino che, una persona in carrozzina, non potrebbe fare!).
Guardo a destra: due gradini (senza corrimano) e una porta.
Di fronte a me: una porta con scritto "VIETATO L'INGRESSO"
Sulla sinistra, una scala, da cui scende una signora. M'accoglie. Mi dice "prego, si accomodi al piano di sopra"
-io non posso fare le scale- "mi scusi... ma non avete un ascensore?"
"no. non può fare le scale"
"eh no. sono disabile"
"nemmeno due gradini?" (senza corrimano!)
"se lei mi dà una mano si, altrimenti no"
"le do volentieri una mano. altrimenti il colloquio deve farlo qui" (QUI= lo spazio 2 mt x 1 mt che c'era lì, all'ingresso. spazio senza nulla)
Attendo 5 minuti in questa stanza. Pensando "se non hanno uffici al piano terra, che mi fanno a fare il colloquio?"
Arriva la persona che mi doveva selezionare "Buongiorno. La mia collega mi ha detto del suo problema"
"Avete uffici al piano terra?"
"Beh, se vuole abbiamo un ufficio su questo piano. Dovrebbe solo fare i due gradini"
"Potrei farli se aveste un corrimano"
"Non c'è nessun problema. Mettiamo un corrimano"
"Davvero? La ringrazio"
"Ma si figuri! Non sono mica questi i problemi!"
"Ah no? Beh, per me sì. Sa a quanti posti ho detto NO perchè avevano il park a 200 mt, perchè non c'era l'ascensore, perchè avevano tre gradini senza corrimano all'ingresso...?"
"Beh, ma noi siamo a norma!"
(a norma???)
"e la signora disabile che c'era prima di Lei aveva un problema alla schiena. Per un po' di tempo si è fatta le scale... poi ci ha detto non riusciva più... ma anche noi ce ne siamo accorti... le abbiamo fatto l'ufficio qui. Al piano terra"
(piano terra??? - ci sono 2 gradini...)

mi dice ho un bellissimo curriculum. mi dice ho tanti anni d'esperienza. che però loro non hanno bisogno nell'ambito amministrativo, ma del TELEMARKETING
(mioddio)
In pratica avrei una lista di potenziali clienti a cui dovrei proporre il loro prodotto. E, dato che è un lavoro snervante (parole sue!) mi assumerebbero per 3 ore al gg (perchè... non so se lei lo sa... [lei=io, Ilaria] ma se ha la 104 possiamo assumerla 3 o 6 ore...) e dovrei segnare gli appuntamenti utilizzando access e bla bla bla
(grazie per la delucidazione!)
mi fingo interessata. vado avanti col colloquio. al termine mi dice "ha qualche domanda da farmi?"
chiedo "assumete solo part time?"
"eh sì... perchè è un lavoro snervante... e poi... siamo obbligati ad assumere un disabile... ma possiamo assumerlo anche solo part time"
"capisco..."
"altre domande?"
"sì... volevo chiederle: d'accordo che, a quanto pare, di impiegate contabili con una disabilità muscolare ci sono solo io... però... se trovaste un impiegato/a in sedia a rotelle... come farebbe ad accedere qui?"
"guardi che noi siamo a norma!"
"non ne dubito... ma io posso fare quei 2 gradini col corrimano... uno in carrozzina, come fa?"
"Beh, possiamo aprire quella porta" (una GRANDE porta a vetri, che poggia su un gradino che dà sul parcheggio)
"lì c'è un gradino" (sorrido)
"no no, non c'è..." si alza in piedi "ah sì... ha ragione"
Pensa un attimo... poi "ah! ma DIETRO, a 30 mt da qui, c'è un altro ingresso! si vede che il cortile è un po' in pendenza... e dall'altra parte si può entrare in carrozzina. solo deve fare un po' più strada a piedi. Girare attorno all'edificio"

Al di là del fatto che quel posto di lavoro NON MI INTERESSA... io mi chiedo perchè: nel 2010 esistano ancora così tante difficoltà per uno che ha problemi come i miei.

Lascio a voi la riflessione.

Aurevoir.

venerdì 27 marzo 2009

COLLOCAMENTO MIRATO DISABILI

bonjour,
oh! altro tasto dolente: il COLLOCAMENTO MIRATO DISABILI (C. M. D.) .
una persona (tutt'altro che scema, tutt'altro che fancazzista, tutt'altro che svogliata) si licenzia. per motivi suoi (che i miei amici più intimi sanno... ma che no mi va di elencare qui).
propositiva, va a fare dei colloqui. le dicono "signorina guardi che però deve iscriversi al collocamento mirato"
la signorina in questione (io), manda una mail al suo comune per richiedere BENE cosa deve fare: questa la risposta
"Gentilissima Sig.na,
l'iscrizione nelle categorie protette avviene attraverso il "collocamento mirato disabili" che si
trova presso la Provincia di Varese.
Potrà trovare informazioni sull'iscrizione e sui documenti da presentare anche nel sito della
Provincia di Varese alla voce analoga.
Per quanto riguarda altri tipi di iscrizione per ricerca del lavoro può iscriversi al Centro per
l'Impiego a Lei più vicino. Se abita a Cassano è quello di Gallarate che si trova in via XX
Settembre, 6/a al mattino (si trova vicino alla pasticceria PAGANI). Al Centro per l'Impiego può
iscriversi anche al Tirocinio formativo (chieda del Dott. Maresca) per poter entrare nel mondo del lavoro.
La saluto cordialmente, ..."

  1. bene. punto primo: eliminiamo TIROCINIO FORMATIVO. lavoro da quando avevo 20 anni...sono abbastanza esperta nel mio lavoro.
  2. chiamo al CENTRO PER L'IMPIEGO a Gallarate: la gentile sinora che mi risponde, mi dice che SE mi iscrivo da loro, NON POSSO FAR VALERE LA MIA INVALIDITA'! ah, no? mi scusi signora... io sono invalida, ho questi problemi, devo essere assunta come una persona "NORMALE"? sì...
  3. guardo su internet cosa MI OCCORRE per iscrivermi al COLLOCAMENTO DI VARESE
    http://fpvarese.provincia.va.it/interfaccia/Lavoro/Documenti/Lav_Menu_Colloc_Mirato.htm
    questa la lista dei documenti da portare con me

    Iscrizione e Prima informazione


    Per accedere ai servizi del Collocamento Mirato Disabili (CMD), è necessario iscriversi presentando tutta la documentazione necessaria.
    In questa fase vengono inoltre fornite tutte le informazioni sulle opportunità che il CMD offre.
    Gli operatori sono inoltre a disposizione per utti i servizi amministrativi, come ad esempio la richiesta di certificati.

    Per iscriversi al CMD bisogna presentarsi personalmente portando questi documenti:


    certificato (originale) che attesta la condizione di "Invalido civile, invalido del lavoro, invalido per servizio, non vedente, sordomuto, profugo, orfano, vedovo o equiparati, vittime del terrorismo e della criminalità organizzata";


    originale della relazione conclusiva rilasciata dalla commissione sanitaria per l’accertamento dell’invalidità dell’ASL per coloro che hanno effettuato l'accertamento a partire dal 01/05/2002;


    documento di identità (carta di identità, o patente di guida, o passaporto, o libretto di pensione, etc ...);


    codice fiscale;


    permesso di soggiorno/carta di soggiorno per le persone extracomunitarie.


    Per permettere una migliore definizione del proprio profilo professionale, è opportuno consegnare anche copia di eventuali diplomi scolastici o attestati di formazione.


    E' inoltre importante comunicare immediatamente eventuali variazioni ai documenti presentati al momento dell’iscrizione.


    Al momento dell'iscrizione si dovrà dichiarare:


    il reddito da lavoro lordo percepito durante l’anno in corso;


    il reddito personale percepito nell’anno solare precedente;


    il carico familiare.


    ATTENZIONE:
    Si ricorda che annualmente, dal 2 gennaio al 31 gennaio, tutti gli iscritti devono presentare la dichiarazione dei redditi complessivi e del carico familiare aggiornati al 31/12 dell'anno precedente

    bene! scopro... di aver "smarrito" la busta con l'ORIGINALE DEL MIO CERTIFICATO INVALIDITA'+LA RELAZIONE CONCLUSIVA (ultimamente ho fatto 2000 colloqui... l'avrò abbandonato in qualche cartelletta, nel caos della mia camera). ne ho una COPIA! avevo fotocopiato INTERAMENTE il contenuto di quella fantomatica busta per un colloquio -in banca-
    telefono a varese. spiego la mia situazione "ennò signora! deve avere l'ORIGINALE. quindi vada alla SUA ASL e se ne faccia rilasciare una COPIA che poi noi FOTOCOPIAMO" assurdo! ... la signora aggiunge anche "LE COPIE LE COSTERANNO CIRCA TRENTA EURO PERCHE' SONO FATTE SU CARTA BOLLATA"

    ah: ERRATO!

    TU, devi acquistare DUE MARCHE DA BOLLO, portarle con te all'asl e farti fare copia.
    IO, vado all'asl. la segretaria (GENTILE) mi fa la copia e s'indigna: mi fa vedere la copia di un elenco, in cui, oltre al mio nome, c'è quello di altre 5/6 persone per le quali, LEI, al 03/08/06 HA INVIATO DOCUMENTAZIONE ALL'ASL
    e mi chiede "perchè le fanno spendere 'sti soldi? loro hanno l'originale! cos'è... non han voglia di fare la fotocopia? o li hanno persi?"
    io ringrazio. ancora più incazzata, vado a casa.
    due giorni dopo vado al COLLOCAMENTO MIRATO DISABILI. con TUTTI i miei documenti.
    la signora (gentilissima e con gli occhi da panda, poverini, lavorano TANTO anche loro) estrae con la lentezza di un bradipo i miei documenti. li fotocopia. dà A ME le mie buste paga (ho lavorato in quest'anno...) +una piccola calcolatrice e mi dice "signora faccia lei il calcolo" (d'accordo: io te lo faccio. però, credo, dovresti fartelo te). e quella si fida. trascrive la cifra che le ho scritto.

    accanto a me c'è una signora. bella ma un po' poco "sveglia". tira fuori dalla sua borsetta quadrata diecimila carte da dare all'impiegata. quella fa un po' d'ordine: fa il mazzetto DOCUMENTI, il mazzetto 2nda COPIA documenti (che straccia), il mazzetto LETTERE VARIE d'amanti e d'amici.
    alla fine? alla sciura manca la DICHIARAZIONE D'ACCERTAMENTO INVALIDITA'. l'impiegata le dice "torni all'asl di luino e si faccia fare una copia"
    si è SCORDATA di dirle PORTI UNA MARCA DA BOLLO!
    io mi son sentita 'na schifezza. ma non potevo dire "mmm... stavo ascoltando... anche perchè ci sarebbe la privacy... ma qui le impiegate ADDETTE SPECIALIZZATE gridano... e... la signora le ha dato un'informazione mezza errata. si dovrà rifare la coda all'asl... scusi signora..."

    torniamo a ME: la tipa occhi da panda, mi dà un foglio. mi dice "lo conservi bene. non lo dia mai. al massimo faccia delle fotocopie... perchè se lo perde... poi..."
    io, sorridendo "eh già... se lo perdo poi... devo venire qui... rifarne una copia... marche da bollo... ho visto. ho visto. mi è già accaduto coi certificati"
    ma lei non ha colto la provocazione. ha riso.

    DOPO L'ISCRIZIONE AL COLLOCAMENTO, comunque..., NON E' OBBLIGATORIO (perchè vi ripetono 80 volte che non lo è!) però DI FATTO... dovete farvi un "corso" da TRE LEZIONI, affinchè VI AIUTINO a cercare lavoro

    Valutazione delle competenze


    Per facilitare l'abbinamento tra le caratteristiche dei lavoratori e le esigenze delle aziende, il Collocamento Mirato Disabili propone alle persone iscritte una serie di attività che hanno l'obiettivo di approfondire la conoscenza delle caratteristiche professionali e, contemporaneamente, di costruire un archivio informatico completo di informazioni relative ai lavoratori.

    In particolare, fissando un appuntamento, è possibile accedere a:


    incontri informativi, per conoscere sia le norme e il quadro delle offerte previste dalla legge n. 68 del 1999, che le opportunità che i servizi presenti sul territorio offrono per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro


    prove psicoattitudinali per individuare e valorizzare competenze professionali e personali


    un colloquio di approfondimento che ha l'obiettivo di valorizzare le esperienze professionali e valutare disponibilità e aspirazioni personali.



    bene! io lunedì sarò ACCOMPAGNATA DA MIA MADRE (dato che sono momentaneamente SENZA patente) a fare il PRIMO step.

    ma VI CHIEDO GENTILI CAPI DEL NOSTRO BEL PAESE:
    perchè una persona NORMALE si iscrive all'ufficio di collocamento della sua città, e ANCHE se è un emerita sprovveduta, può essere aiutato a trovare lavoro
    e
    una persona DISABILE, che già ha i suoi problemi... DEVE FARSI AVANTI E INDIETRO (benzina, aiuto parenti, ecc...) per essere "valutato"?
    ma valutato DE CHE????? io (come altri) l'ho mostrato SUL CAMPO quello che valgo! e DEVO dimostrarlo anche a 200 commissioni...

    ma... lunedì (dopo il 1 step) ci si aggiorna!
    aurevoir...